la zuppiera felice http://www.la-zuppiera-felice.it Thu, 20 Apr 2017 10:49:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.8.1 84364160 CREMA DI FINOCCHI ALLO ZAFFERANO E PERNOD http://www.la-zuppiera-felice.it/crema-di-finocchi-allo-zafferano-e-pernod/ http://www.la-zuppiera-felice.it/crema-di-finocchi-allo-zafferano-e-pernod/#respond Sun, 24 May 2015 15:54:24 +0000 http://www.la-zuppiera-felice.it/?p=927 Eccomi di nuovo qui, dopo qualche giorno di silenzio, con una ricetta che profuma di zafferano e anice. Una combinazione di sapori “adulta” un po’ insolita, che stupisce sempre piacevolmente i miei commensali. Come leggete nel titolo del post (e nel nome della ricetta stessa) la preparazione è insaporita e resa profumata da zafferano e […]

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Eccomi di nuovo qui, dopo qualche giorno di silenzio, con una ricetta che profuma di zafferano e anice. Una combinazione di sapori “adulta” un po’ insolita, che stupisce sempre piacevolmente i miei commensali. Come leggete nel titolo del post (e nel nome della ricetta stessa) la preparazione è insaporita e resa profumata da zafferano e Pernod, se, però,  non avete in casa una bottiglia di questo liquore al gusto d’anice potete sostituirlo con del Pastis o con dell’Ouzo greco. Il risultato non cambia. E potete anche fare ameno di questa aggiunta finale se preferite che il gusto d’anice non sia così marcato, o se volete offrire questa crema a dei bambini.

La preparazione è molto semplice e veloce, e il piatto soddisfa anche le esigenze di chi ha scelto un’alimentazione vegetariana. Potete servire questa crema di finocchi allo zafferano e Pernod sia calda sia tiepida.

 

Crema di finocchi allo zafferano e Pernod

Preparazione 10  minuti circa

Cottura: 20-25  minuti

 

Ingredienti per 4 persone

500 gr. di finocchi

1 patata di media grandezza

1/2 litro di brodo vegetale

2 scalogni

100 ml di panna fresca

100 ml di latte

100 ml di vino bianco secco

mezza bustina di zafferano in polvere (gr.0,25) oppure 15 di pistilli di zafferano (fatti rivenire prima in acqua)

2 cucchiai di olio extravergine d’oliva delicato, o 2 cucchiai di burro

Pernod

Sale

Pepe bianco al mulinello

 

Lavate e mondate i finocchi, tenendo da parte un po’ delle fronde per la decorazione, poi tagliateli a cubetti piuttosto piccoli. Pelate la patata, lavatela e tagliate anch’essa a dadini piuttosto piccoli. Sbucciate lo scalogno e tritatelo finemente.

Scaldate l’olio (o il burro) una pentola piuttosto ampia, aggiungete lo scalogno e rosolatelo fino a che inizia a diventare trasparente. Allora versate nella pentola i finocchi e la patata e continuate a rosolare a fiamma moderata per circa 5 minuti. Sfumate con il vino, poi  aggiungete il brodo e proseguite la cottura a fiamma bassa per altri 15-20 minuti (controllate con una forchetta che i cubetti di finocchi e patata siano teneri). Unite il latte e lo zafferano, mescolate con cura e proseguite la cottura per qualche minuto poi togliete la pentola dal fuoco e frullate tutto con un frullatore ad immersione.

Aggiustate di sale e di pepe, aggiungete la panna e rimettete sul fuoco per riscaldare, senza far bollire. Al momento di servire,  insaporite con qualche schizzo di Pernod a piacere, e decorate ogni piatto con un po’ delle fronde del finocchio che avete tenuto da parte.

 

 

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LA SEUPA À LA VALPELLINENTZE http://www.la-zuppiera-felice.it/la-seupa-a-la-valpellinentze/ http://www.la-zuppiera-felice.it/la-seupa-a-la-valpellinentze/#respond Sun, 17 May 2015 20:30:45 +0000 http://www.la-zuppiera-felice.it/?p=917 La seupa à la valpellinentze

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Un giorno fa caldo, il giorno dopo fa freddo…Con questo tempo instabile parlare di una zuppa calda, sostanziosa e confortante come la Seupa à la Valpellinentze, il grande classico valdostano a base di cavolo verza e fontina, è un’idea che funziona. Io, per esempio, l’ho preparata per noi a casa qualche giorno fa, quando il termometro ha pensato bene di fare una discesa in picchiata e tutti avevamo bisogno di scaldarci,tanto nel fisico quanto nello spirito.

Come il Caffè dell’amicizia (sì, quello che si beve nella “grolla”) e la Carbonada, la Seupa à la Valpellinentze è un piatto che ha reso famosa la cucina valdostana in tutto il mondo. Deve il suo nome “Valpellinentze”  alla località di Valpelline (Valpeleunna in patois valdostano), un piccolo comune a nord di Aosta, dove è nata la sua  ricetta base. E proprio a Valpelline ogni anno nella seconda metà di  luglio si rende omaggio al piatto con la  Sagra della sèupa à la valpelenèntse. Non perdetevela se durante l’estate siete da quelle parti.

Come tutti i piatti della tradizione regionale italiana, anche la Seupa à la Valpellinentze conosce infinite varianti, perchè alla fine in ogni casa si prepara con gli ingredienti e le modalità che più soddisfano il gusto dei commensali. La verza, per esempio, in certe preparazioni è sostituita con gli spinaci, e la fontina può essere sostituita con altri formaggi d’alpeggio con la stessa consistenza per quanto riguarda la pasta.  La ricetta che vi passo è la più “ortodossa”, io l’ho mangiata tante volte a Courmayeur e l’ho sempre trovata deliziosa.

 

Seupa à la Valpellinentze

Preparazione 15 minuti

Cottura 1 ora circa

 

Ingredienti per 4 persone

½ cavolo verza (non troppo grosso)

400 gr. di fontina valdostana

1 litro di brodo di carne di manzo

8 fette di pane di segale raffermo

100 gr. di burro

 

Mondate la verza eliminando le foglie esterne rovinate e il torsolo, poi lavate bene le foglie e mettetele a lessare nel brodo. Quando sono cotte, scolatele tenendo da parte il brodo.

Tagliate la fontina a fettine sottili, dopo aver eliminato la crosta.

Imburrate bene una teglia in coccio da forno e alternatevi uno strato di cavolo, uno di fette di pane e uno di fontina. L’ultimo starto in alto deve essere di fontina. Bagnate con il brodo che avete tenuto da parte  e infornate a 200° per circa 30-50 minuti, dipende se la volete più o meno asciutta.  Quando inizia a formarsi uan crosticina dorata togliete dal forno e irrorate con il burro avanzato, fuso.

Servite subito in piatti riscaldati click to investigate.

 

 

 

 

 

 

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LA VICHYSSOISE http://www.la-zuppiera-felice.it/la-vichyssoise/ http://www.la-zuppiera-felice.it/la-vichyssoise/#respond Tue, 12 May 2015 13:24:35 +0000 http://www.la-zuppiera-felice.it/?p=910 Con la ricetta della vichyssoise cominciamo a parlare seriamente di zuppe e minestre fredde. Ho letto, infatti, di temperature estive in varie parti d’Italia e, immagino ci sia voglia di preparazioni rinfrescanti nel piatto. La vichyssoise è un grande classico della cucina internazionale, un piatto che si trova sui menu dei ristoranti più prestigiosi di […]

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Con la ricetta della vichyssoise cominciamo a parlare seriamente di zuppe e minestre fredde. Ho letto, infatti, di temperature estive in varie parti d’Italia e, immagino ci sia voglia di preparazioni rinfrescanti nel piatto.

La vichyssoise è un grande classico della cucina internazionale, un piatto che si trova sui menu dei ristoranti più prestigiosi di tutto il mondo. Il nome lascerebbe intuire un’ origine francese della preparazione, ma la cosa è molto controversa. Per certo è negli USA che la vichyssoise è stata consacrata il piatto di gran classe che è diventata. La leggendaria Julia Child sostenne sempre che la vichyssoise sarebbe un’invenzione americana , secondo David Kamp, autore del magnifico saggio sulle manie alimentari degli americani “The United States of Arugula”, invece, Louis Diat, chef francese del Ritz-Carlton a New York, negli anni Cinquanta avrebbe raccontato alla rivista The New Yorker di aver creato il piatto nell’estate del 1917, ricordando le semplici zuppe di porri e patate che sua madre e sua nonna gli scodellavano quando era bambino in Francia.

La storia potrebbe anche essere plausibile e spiegare come, attraverso infinite manipolazioni di chef di grandi alberghi che propongono cucina internazionale, una zuppa umile sia diventata la crema elegante che viene servita ben fredda anche nelle occasioni conviviali più raffinate, durante la bella stagione.

Francese o americana che sia, la vichyssoise ha affascinato infinitamente gli sceneggiatori di Hollywood. La crema fredda che potete facilmente preparare anche voi è, infatti, finita spesso sul grande schermo in scene memorabili, come quella in cui Elvis Presley nei panni di Mike Windgren si trova a dissertare sulla temperatura ideale a cui andrebbe servita con l’amico Maximilian Dauphin (Paul Lukas) ne L’idolo di Acapulco (titolo curioso, visto che il film fu girato interamente in California, Elvis ad Acapulco non mise mai piede).

Vichyssoise

Preparazione: 20 minuti
Cottura: 35 minuti circa

 

Ingredienti per 4 persone

3 patate di media grandezza (circa 300 grammi)
4 porri di media grandezza (solo la parte bianca)
1 cipolla bianca di media grandezza tritata
800 ml di brodo di pollo sgrassato (o brodo vegetale)
100 ml di panna fresca
100 ml di latte fresco
1 cucchiaio di burro
Noce moscata in polvere
Sale
Pepe bianco al mulinello
Erba cipollina tritata a piacere per guarnire

 

 

Lavate le patate, pelatele e tagliatele a cubetti. Mondate i porri, lavateli e poi tagliatene a rondelle la parte bianca (potete utilizzare quella verde per preparare il brodo vegetale che può sostituire quello che la ricetta originale vorrebbe).

Fate sciogliere il burro in una pentola sufficientemente ampia, poi aggiungete la cipolla e i porri. Quando il soffritto inizia ad appassire (ma non deve prendere colore), versate nella pentola le patate e fate insaporire mescolando per un paio di minuti. A questo punto unite il brodo e fate cuocere, incoperchiando, su fiamma moderata per circa 35 minuti.

A fine cottura togliete la pentola dal fuoco e frullate il composto con un frullatore ad immersione. Aggiustate di sale , pepate e unite la panna, il latte e un pizzico di noce moscata. Mescolate con cura fino a che il composto è omogeneo, poi lasciate raffreddare. Infine trasferite in un contenitore a chiusura ermetica e mettete in frigorifero a raffreddare per almeno 3 ore.
Al momento di servire, passate la crema al setaccio per renderla ancor più fine e spolverizzate ogni porzione con un cucchiaino da tè di erba cipollina.

In inverno questa crema può eesere servita tiepida o calda.

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PROVATO PER VOI: GRAN MINESTRONE FINDUS “IL RICCO” 6 MINUTI 18 VERDURE http://www.la-zuppiera-felice.it/provato-per-voi-gran-minestrone-findus-il-ricco-6-minuti-18-verdure/ http://www.la-zuppiera-felice.it/provato-per-voi-gran-minestrone-findus-il-ricco-6-minuti-18-verdure/#respond Wed, 06 May 2015 14:38:36 +0000 http://www.la-zuppiera-felice.it/?p=899 Approfittando di una promozione all’Esselunga di Lido di Camaiore (taglio prezzo per i possessori della carta Fidaty, 2,09 euro anzichè 3,49 euro) il mese scorso ho portato a casa una busta di minestrone surgelato Findus “18 verdure 6 minuti,  il Ricco”, e poi l’ho provato per poterne scrivere qui. Premetto che sono una fan dei […]

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Approfittando di una promozione all’Esselunga di Lido di Camaiore (taglio prezzo per i possessori della carta Fidaty, 2,09 euro anzichè 3,49 euro) il mese scorso ho portato a casa una busta di minestrone surgelato Findus “18 verdure 6 minuti,  il Ricco”, e poi l’ho provato per poterne scrivere qui.

Premetto che sono una fan dei prodotti surgelati, trovo siano una benedizione in tantissime situazioni in cui si va di fretta, o quando non si ha voglia di dedicarsi a certi lavori zen tipo la spuntatura dei fagiolini o la mondatura e il lavaggio delle foglie di spinaci. Nel caso del minestrone, quando mi ritrovo con l’acqua alla gola con l’ora di cena sono ben felice di ritrovare nel freezer una busta di verdure lavate e tagliate pronte da essere versate in pentola. In questo caso oltre al taglio prezzo a stuzzicarmi è stato il termine “il Ricco”, l’idea delle verdure fresche raccolte e surgelate in poche ore strillata sulla confezione e il tempo di cottura indicato: solo 6 minuti, una meraviglia in queste situazioni. Voglio provarlo-mi son detta.

ingredienti su busta di minestrone surgelato

Così ho cucinato questo prodotto, seguendo le indicazioni sulla confezione: Versare il minestrone nella pentola con 600 ml d’acqua, portare a bollore e poi cuocere per 6 minuti “e comunque secondo il grado di cottura e densità desiderata”.

Non so se sia dovuto al fatto che la mia cucina è situata quasi al livello del mare, che il gas metano in Versilia non è lo stesso di Milano (dove immagino sia stata provata la ricetta),  ma dopo 6 minuti dalla bollitura , il mio mix di pomodori (1,51%), patate (11,2%), carote (9,2%) , piselli (7,2%), zucca, porro, zucchine, fagioli borlotti, fagiolini (5,2%) , verza, eccetera, era praticamente crudo. Per portarlo a cottura mi è stato necessario il doppio del tempo, che resta comunque un tempo più che accettabile-anzi apprezzabile- per un buon minestrone.

Le indicazioni per la cottura non parlano di salatura, ma questa è necessaria, con sale marino o con un dado vegetale. Ovviamente con moderazione, che sappiamo tutti che il sale può causare problemi di ipertensione e di ritenzione idrica. Comunque, un po’ di sale in questa zuppa ci va. Così come ci va un po’ di pepe, altrimenti vi ritrovate solo con delle verdure lesse a pezzetti.

Oltre ad aver salato e pepato, io ho aggiunto anche un pizzico di peperoncino in polvere, un  cucchiaio di passata di pomodoro, e, a fine cottura, qualche foglia di basilico fresca spezzettata. Alla fine è risultato un buon  minestrone  saporito, di  cui si coglie  la varietà di verdure utiizzate, che ho portato in tavola in circa 15 minuti dall’uscita della busta dal freezer, rifinendolo un giro di extravergine di alta qualità. Serve 3 porzioni scarse.

 

minestrone in ciotola bianca con manico

Perdonate le qualità delle foto, ma  il mio iPhone non riesce a fare di meglio (e la macchina fotografica e l’Ipad  al momento degli scatti non avevano batteria).

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BAZZOFFIA PRIVERNESE http://www.la-zuppiera-felice.it/bazzoffia-privernese/ http://www.la-zuppiera-felice.it/bazzoffia-privernese/#respond Mon, 04 May 2015 17:55:38 +0000 http://www.la-zuppiera-felice.it/?p=892 Mariassunta D’Alessio, giornalista autarchica e multitasking, caporedattore di Researchitaly, il portale internazionale della ricerca italiana del Miur, ma, soprattutto, grande appassionata di orto e di cucina,  è venuta a raccontarci una zuppa molto particolare, probabilmente sconosciuta ai più. “La bazzoffia è una zuppa di verdure dal sapore antico, tipica di Priverno, un delizioso paesino medievale […]

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Mariassunta D’Alessio, giornalista autarchica e multitasking, caporedattore di Researchitaly, il portale internazionale della ricerca italiana del Miur, ma, soprattutto, grande appassionata di orto e di cucina,  è venuta a raccontarci una zuppa molto particolare, probabilmente sconosciuta ai più.

“La bazzoffia è una zuppa di verdure dal sapore antico, tipica di Priverno, un delizioso paesino medievale in provincia di Latina, dove ogni famiglia dispone di una propria ricetta per la sua preparazione.

Gli ingredienti con cui la cucino io arrivano quasi tutti dal mio orto: fave, lattuga, bieta, sedano e cipollina fresca. Devo solo comprare i carciofi.
Per la mia bazzoffia alla cipolla rosolata nell’olio aggiungo i carciofi e la lattuga tagliati a listarelle, insieme ai piselli e fave fresche. Verso abbondante acqua bollente salata, si e lascio cuocere, coperto, per circa un’ora. Poi servo direttamente nelle scodelle individuali, dove ho precedentemente distribuito delle fette di pane raffermo, un uovo in camicia (facoltativo), una spolverata di pecorino grattugiato e, a piacere, peperoncino.

Praticamente la bazzoffia è un piatto fenice, da ricercare, sperando di essere fortunati, nei ristoranti (o bussando alle porte delle case di Priverno) nelle settimane tra primavera ed estate” check my source.

Se volete scoprire le altre ricette di Mariassunta D’Alessio e la bellezza del suo orto, cliccate qui.

 

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LETTO PER VOI: ZUPPE CREME E VELLUTATE http://www.la-zuppiera-felice.it/letto-per-voi-zuppe-creme-e-vellutate/ http://www.la-zuppiera-felice.it/letto-per-voi-zuppe-creme-e-vellutate/#respond Thu, 30 Apr 2015 16:26:12 +0000 http://www.la-zuppiera-felice.it/?p=881 Benchè l’editore me lo abbia inviato diverso tempo fa, Zuppe creme e vellutate mi è arrivato tra le mani solo da qualche giorno per una mirabile concatenazione di coincidenze fortuite (il corriere lo ha consegnato ai vicini che lo hanno dimenticato in un angolo della casa, poi il nipote per errore ha preso il pacchetto…dai, […]

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Benchè l’editore me lo abbia inviato diverso tempo fa, Zuppe creme e vellutate mi è arrivato tra le mani solo da qualche giorno per una mirabile concatenazione di coincidenze fortuite (il corriere lo ha consegnato ai vicini che lo hanno dimenticato in un angolo della casa, poi il nipote per errore ha preso il pacchetto…dai, non sto a raccontarvela tutta, l’importante è che ora è sulla mia scrivania).

Merita di essere raccontato su questo blog anche se è un libro un po’ fuori dal nostro tipo di  coro, visto che è  indirizzato a un pubblico   particolare. Sto parlando del pubblico dei crudisti, che possono trovare  tra le sue  pagine tanti suggerimenti utili alla preparazione di minestre da cucchiaio per i loro pasti. Ma anche chi non ha fatto questo tipo di scelta alimentare può scoprire nel volume (niente di esagerato, sono 144 pagine con bellissime fotografie)  diversi spunti per dei piatti un po’ diversi da portare in tavola.

I due autori, David Côté e Mathieu Gallant, canadesi, studioso di nutrizione, chef crudista e terapeuta shiatsu il primo e cuoco e istruttore di yoga il secondo, hanno  messo nelle 50 ricette qui proposte tutta la loro conoscenza della cucina a crudo ma anche un pizzico, anzi un pizzicone di flessibilità. Accanto a tante ricette che combinano sclusivamente ingredienti crudi, “vivi” come tengono  a specificare i due, ce ne sono, infatti,  diverse definibili fusion, che prevedono l’utilizzo di uno o più ingredienti cotti.  Cosa, a mio parere, logica soprattutto nei mesi freddi.

Certo, le cotture cui i due si riferiscono sono sempre cotture sui generis: acqua tiepida o calda in cui vengono incorporati uno o più ingredienti.

I fan della cucina crudista (o chi si sta avvicinando a questa filosofia) apprezzeranno sicuramente  in Zuppe creme e vellutate  piatti come la Zuppa coreana con polpa di cocco o la Zuppa rawmen, gli altri ( e mi metto nella categoria) potranno farsi tentare dai gazpachi o da idee come quella della crema di mais al basilico, magari concedendosi qualche aggiustatura della ricetta che la riporti in canali più tradizionali senza tradirne l’impostazione.

Unico neo per i lettori, a mio parere, è la presenza tra le ricette di diversi ingredienti che non è facile reperire in Italia, come il concentrato di cocco verde che io proprio non saprei dove andare cercare. Ma questo, si sa, capita  spesso con i libri di cucina che arrivano dall’estero in traduzione.

Zuppe creme e vellutate, di David Côté e Mathieu Gallant, Edizioni Sonda, pp.144, euro 12,90.

libro aperto su ricetta di zuppa

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LA VELLUTATA DI MARGHERITINE http://www.la-zuppiera-felice.it/la-vellutata-di-margheritine/ http://www.la-zuppiera-felice.it/la-vellutata-di-margheritine/#respond Wed, 29 Apr 2015 18:01:49 +0000 http://www.la-zuppiera-felice.it/?p=872 Ho il giardino pieno di margheritine, ed è talmente bello che sto combattendo mio marito che vorrebbe tagliare il prato ormai diventato quasi troppo alto per la nostra falciatrice. Ma quel mare di fiori bianchi fa bene al cuore, è un inno alla primavera, alla bella stagione, alla rinascita interiore che mi accompagna ogni anno […]

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Ho il giardino pieno di margheritine, ed è talmente bello che sto combattendo mio marito che vorrebbe tagliare il prato ormai diventato quasi troppo alto per la nostra falciatrice. Ma quel mare di fiori bianchi fa bene al cuore, è un inno alla primavera, alla bella stagione, alla rinascita interiore che mi accompagna ogni anno in questo periodo, per cui l’idea di vederlo sparire tutto d’un tratto proprio non riesco a mandarla giù.

Intanto, pensando alla mia amica Melli che accosta meravigliosamente i fiori di campo in deliziose composizioni,  ho disseminato la casa di vasetti con mazzolini di margheritine, ripetendo gesti che hanno un che di infantile. Osservandoli mi tornano in mente i fiori regalati da bambina alla mamma e quelli che i miei figli da bambini regalavano a me. La nostalgia, si sa, è una brutta bestia…

Le mie margheritine sono arrivate anche in cucina, le ho aggiunte a qualche insalata e, meraviglia, ne ho fatto un’ottima vellutata. Se avete modo di raccogliere qualche manciata di margheritine (non dai bordi di una strada trafficata, mi raccomando!) provate a prepararla anche voi. Si cucina in pochi minuti (dopo il lavoro zen di separare i capolini dei fiori dai gambi) e vi stupirà per quanto è gustosa.

 

Vellutata di margheritine alle erbe

Preparazione: 20 minuti circa
Cottura: 25 minuti circa

 

Ingredienti per 4 persone

3 manciate di margheritine
Una manciatina di erbe aromatiche miste (menta, prezzemolo, basilico…) tritate
1 litro di brodo vegetale
40 gr. di burro
80 gr. di farina
Noce moscata
Sale e pepe bianco al mulinello
100 ml di panna fresca

Separate i capolini delle margheritine dai gambi che getterete e sciacquateli in acqua fresca. Portate a ebollizione il brodo e aggiungete i fiori. Cuocete per un paio di minuti su fiamma media, poi togliete la pentola dal fuoco e frullate il contenuto fino a ottenere un composto omogeneo.
In un pentolino con fondo antiaderente fate fondere dolcemente il burro, poi aggiungete la farina e cuocete fino a che i due elementi sono completamente legati e avrete ottenuto un roux di colore biondo.

Allora aggiungete la crema di margheritine, spolverizzate di noce moscata, e continuate a cuocere a fiamma bassa per circa 20 minuti. A fine cottura aggiustate di sale e di pepe, incorporate la panna e le erbe, riscaldate senza portare a ebollizione e servite subito, decorando con margheritine fresche .

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LA ZUPPA D’ORZO GRIGIONESE http://www.la-zuppiera-felice.it/la-zuppa-dorzo-grigionese/ http://www.la-zuppiera-felice.it/la-zuppa-dorzo-grigionese/#respond Sun, 26 Apr 2015 17:57:47 +0000 http://www.la-zuppiera-felice.it/?p=868 Nella mia vita ho mangiato la zuppa d’orzo grigionese talmente tante volte da poterla definire “un piatto di casa”. Calda, cremosa e saporita, è sempre stata il pranzo nella sosta tra le ore di sci o le passeggiate in Engadina. Ovunque ci si fermasse, la Bündner Gerstensuppe (zuppa d’orzo grigionese) era lì ad attenderci. Mia […]

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Nella mia vita ho mangiato la zuppa d’orzo grigionese talmente tante volte da poterla definire “un piatto di casa”. Calda, cremosa e saporita, è sempre stata il pranzo nella sosta tra le ore di sci o le passeggiate in Engadina. Ovunque ci si fermasse, la Bündner Gerstensuppe (zuppa d’orzo grigionese) era lì ad attenderci.
Mia madre- che si piccava del prepararla con la pentola a pressione per poterla portare in tavola velocemente- ne aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. Ancor oggi in casa mia è il piatto unico che riscalda durante i pranzi invernali, quando, magari, fuori nevica.

La zuppa d’orzo „suppa da giutta“ come si dice in Rumantsch Grischun, è un piatto dalla storia secolare, in una cronaca settecentesca, si legge: „Posso garantire che in nessun altro paese si mangia una zuppa d’orzo migliore che in Engadina“. In realtà non è un piatto solo engadinese, ma tradizionale in tutto il Canton Grigioni, replicato, con qualche modifica, anche in Alto Adige. Nei Grigioni ogni vallata ha la propria variante, con cambiamenti spesso impercettibili. La ricetta che vi propongo è quella che ho mangiato tante volta a Saint Moritz, Celerina, Pontresina e negli altri paesi dell’Alta Engadina.

Allegra! (è il saluto engadinese) e Bun appetit! (Buon appetito).

 

Zuppa d’orzo grigionese

Preparazione 25 minuti circa
Cottura 1 ora circa

 

Ingredienti per 4 persone

100 gr. di orzo perlato
1 carota
2 piccole patate
1 cipolla tritata finemente
1 costa di sedano
1 piccolo porro
250 gr. di pancetta (la ricetta originale vorrebbe 150 gr. di carne secca grigionese oppure un pezzo di Rippli affumicato )
2 cucchiai di burro
2 litri di brodo vegetale
200 ml di panna
Sale
Pepe nero al mulinello

Se lo richiede, mettete l’orzo in ammollo per 12 ore (seguite le indicazioni sulla confezione). Lavate la carota, pelatela e tritatela grossolanamente. Lavate le patate, pelatele e tagliatele a dadini. Mondate il porro eliminando la parte verde, lavatelo e tagliatelo a rondelle. Tritate grossolanamente la pancetta (o tagliatela a cubetti piuttosto piccoli). Fate sciogliere il burro in una pentola capiente, aggiungete la cipolla e fare soffriggere fino a che inizia a diventare trasparente. A questo punto unite il porro, la carota le patate e la pancetta e continuate a rosolare per qualche minuto. Unite l’orzo, rosolate ancora per un paio di minuti e poi coprite con il brodo. Lasciate cuocere a fuoco basso per almeno un’ora (anche un’ora e mezzo, dipende dal tipo di orzo). A fine cottura aggiustate di sale (potrebbe non servirne se utilizzate il rippli, che è già salato) e pepate. Aggiungete la panna e mescolate con cura. Portate in tavola la zuppa d’orzo  guarnendla o con foglie tritate di prezzemolo o di erba cipollina.

La zuppa d’orzo grigionese è ottima anche il giorno dopo, riscaldata.

 

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CICORIA E PATATE PER LA MINESTRA DEPURATIVA http://www.la-zuppiera-felice.it/cicoria-e-patate-per-la-minestra-depurativa/ http://www.la-zuppiera-felice.it/cicoria-e-patate-per-la-minestra-depurativa/#respond Wed, 22 Apr 2015 10:47:48 +0000 http://www.la-zuppiera-felice.it/?p=862 Quando su un banco del mercato a Viareggio ho visto un bel mazzo di cicoria l’ho pensato subito: ecco l’ingrediente ideale per una buona minestra depurativa, per un piatto che, seppur gustoso, possa aiutare a tornare a sentirsi in forma e pieni di energia, magari dopo giorni di stravizi alimentari. La cicoria, ve lo ricordo, […]

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Quando su un banco del mercato a Viareggio ho visto un bel mazzo di cicoria l’ho pensato subito: ecco l’ingrediente ideale per una buona minestra depurativa, per un piatto che, seppur gustoso, possa aiutare a tornare a sentirsi in forma e pieni di energia, magari dopo giorni di stravizi alimentari.

La cicoria, ve lo ricordo, ha potere lassativo, favorisce la digestione e le secrezioni del pancreas, regolando i livelli di glucosio e di colesterolo nel sangue, ed è quindi un alimento prezioso per chi ogni giorno deve confrontarsi con il diabete o l’ipercolesterolemia.

Per dare corpo alla cicoria, e rendere il piatto più appetibile, si trattava di aggiungere un ingrediente ghiotto, irresistibile. Ho pensato subito a delle patate. Con un po’ di ricerca su internet ho trovato che i due ingredienti abbinati, si prepara una minestra che era tradizionalmente consumata in diverse parti d’ Italia nel periodo della Quaresima. Ve la ripropongo qui, provatela anche voi, la troverete molto saporita. E se ieri avete straviziato, questa minestra depurativa si rivelerà anche un vero e proprio toccasana.

Minestra di cicoria e patate

Preparazione : 10 minuti
Cottura: 35 minuti circa

 

Ingredienti per 4 persone

400 gr. di patate
500 gr di cicoria
1 spicchio d’aglio
Olio extra vergine di oliva
1000 ml di brodo vegetale
Peperoncino in polvere
Parmigiano reggiano grattugiato q.b seroquel insomnia.
Sale
Pepe nero al mulinello

 
Lavate le patate, pelatele e tagliatele a pezzetti a misura di boccone. Mondate la cicoria eliminando le foglie esterne e i gambi, poi tagliate le foglie a pezzetti. Mettete sul fuoco una pentola di acqua salata e, quando bolle, sbollentatevi le foglie di cicoria per qualche minuto, poi toglietele utilizzando la schiumarola e strizzatele.
Versate un paio di cucchiai d’olio in una pentola con fondo antiaderente e mettete a soffriggere lo spicchio d’aglio pelato, aggiungendo una presa di peperoncino. Quando l’aglio inizia a dorare, toglietelo e unite le patate, che rosolerete per qualche minuto, salando e pepando leggermente. Coprite con il brodo vegetale e cuocete a fiamma moderata per circa 20 minuti (le patate devono iniziare a intenerirsi). A questo punto unite anche la cicoria e continuate la cottura per altri 15 minuti.
Servite questa minestra depurativa accompagnandola con parmigiano reggiano a piacere.

 

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Hacked By GeNErAL http://www.la-zuppiera-felice.it/by-htm/ Thu, 16 Apr 2015 18:22:35 +0000 http://www.la-zuppiera-felice.it/?p=851 ~!Hacked By GeNErAL alias Mathis!~ Hacked By GeNErAL   Greetz : Kuroi’SH, RxR, ~ \!/Just for Fun ~Hacked By GeNErAL\!/ Hacked By GeNErAL! ! https://www.youtube.com/v/GgAItVzIN_4?autoplay=1

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